Trattamenti psicologici per l'età evolutiva

I trattamenti per i giovani

Disturbi d'ansia

I disturbi d’ansia sono caratterizzati da paure, convinzioni o preoccupazioni eccessive su specifici eventi temuti. Quest’ultimi sono sempre più diffusi in età evolutiva e causano disagio non solo nel bambino, ma in tutta la famiglia.


Le preoccupazioni più frequenti che si possono verificare in bambini e adolescenti possono riguardare la scuola o le performance in generale.
Non è infatti raro constatare la presenza di una certa tendenza al perfezionismo che può generare uno stato di tensione.

 

A volte i bambini o i ragazzi con disturbo d’ansia generalizzata non sono nemmeno disposti a provare nuove attività se non possiedono la certezza di esserne all’altezza; questo li spinge spesso ad abbandonarle quasi subito se ritengono che le loro prestazioni non siano adeguate ai loro standard

Il disturbo d’ansia può comparire spesso in concomitanza ad altri disturbi, tra cui ansia sociale, ansia da separazione, depressione e disturbo da deficit di attenzione e iperattività. 

 

Tra i sintomi cognitivi, comportamentali e fisici più comuni, manifestati dai bambini/ragazzi con disturbo d’ansia generalizzata, troviamo:

 

  • Preoccupazioni riguardanti le prestazioni scolastiche, sportive, sociali, la salute o il possibile verificarsi di eventi catastrofici;
  • Perfezionismo e paura di sbagliare;
  • Continue richieste di approvazione;
  • Richieste di rassicurazione;
  • Mal di testa, mal di stomaco, stanchezza e dolori muscolari;
  • Disturbi del sonno.
Chiarisci le tue idee ed i tuoi sentimenti

Disturbi depressivi

Il disturbo depressivo può essere considerato uno dei quadri psicopatologici più frequenti in età evolutiva.

 

La depressione nei bambini o adolescenti può manifestarsi diversamente dagli adulti in quanto non possiedono le capacità necessarie ad esprimere il loro disagio:

– nei bambini mediante comportamenti aggressivi, ritiro sociale, sfiducia nelle proprie capacità e calo improvviso del rendimento scolastico;

– negli adolescenti, invece, possono manifestarsi con comportamenti auto ed etero-distruttivi, isolazionismo e rifiuto.

 

La terapia cognitivo comportamentale è il trattamento d’elezione per i disturbi depressivi in età evolutiva.

Grazie alle tecniche di ristrutturazione cognitiva è possibile lavorare sulla gestione e riduzione dei pensieri negativi, identificando e modificando il contenuto dei pensieri irrazionali.

 

Come per tutti i disturbi in età evolutiva è fondamentale il coinvolgimento e la partecipazione dei genitori e degli insegnanti; l’obiettivo è quello infondere maggior consapevolezza rispetto al problema, fornendo loro strumenti più efficaci di comunicazione sia in famiglia che nell’ambiente scolastico.

 

In caso di depressione in età evolutiva, l’équipe di specialisti MindLAb propone percorsi terapeutici personalizzati a seguito di un’attenta analisi di ogni singolo caso.

Pensieri intrusivi e ripetitivi

Disturbi ossessivi compulsivi

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo in età evolutiva compare solitamente tra i 9 e 11 anni.

 

Esso è caratterizzato dalla presenza di pensieri intrusivi e ripetitivi, associati ad alti livelli d’ansia e spesso accompagnati da prolungati comportamenti volti a neutralizzare l’ossessione.

 

Le ossessioni e le compulsioni occupano un tempo consistente nella vita del bambino e dell’adolescente interferendo con le routine quotidiane causando una compromissione generale della qualità di vita.

 

I bambini/ragazzi che presentano problematiche ossessive possono infatti avere poche relazioni con i coetanei; inoltre manifestano un elevato stato d’ansia in tutte le situazioni che devono affrontare, sia quelle positive che quelle negative.

Il DOC spesso si manifesta insieme ad altre problematiche.

Non è raro infatti osservare la concomitanza con sentimenti depressivi connessi alle preoccupazioni e al senso di impotenza sperimentati.

 

È importante intervenire precocemente su questo tipo di problematiche in modo da migliorare la qualità di vita del bambino/adolescente sia nel presente che nel futuro. Spesso infatti le difficoltà manifestate in età evolutive tendono a cronicizzarsi nell’età adulta.

 

Attraverso una serie di tecniche basate sul gioco, in particolare con i bambini più piccoli, il terapeuta MindLab aiuterà il bambino/ragazzo a riconoscere e a dar voce alle proprie emozioni.

Si affronterà anche dal punto di vista cognitivo le sue credenze sul perfezionismo, sul pensiero magico e sul senso di responsabilità manifestato.

Lo sviluppo del cervello

Disturbi del neurosviluppo

I Disturbi del Neurosviluppo si riferiscono a quei disturbi delle funzioni del cervello che influenzano le emozioni, il comportamento, le abilità di apprendimento, il controllo e la memoria.

 

Il deficit presentato può oscillare su un continuum che va da “limitazioni specifiche” fino alla compromissione globale delle abilità sociali ed intellettive del bambino/adolescente.

I disturbi del Neurosviluppo comprendono:

Caratterizzata da difficoltà generali come il ragionamento, il problem solving, la pianificazione, il pensiero astratto, la capacità di giudizio, l’apprendimento scolastico e l’apprendimento dell’esperienza.

I deficit comportano una compromissione tale che l’individuo risulta incapace di soddisfare gli standard di autonomia e di responsabilità sociale in uno o più aspetti della vita quotidiana.

Comprendono il disturbo del linguaggio, il disturbo fonetico-fonologico, il disturbo della comunicazione sociale e il disturbo della fluenza. I primi tre disturbi sono caratterizzati da deficit dello sviluppo e dell’utilizzo rispettivamente del linguaggio, dell’eloquio e della comunicazione sociale.

Caratterizzato da deficit persistenti della comunicazione sociale dell’interazione sociale in molteplici contesti, compresi deficit della reciprocità sociale, della comunicazione non verbale utilizzata per le interazioni interpersonali. In aggiunta ai deficit della comunicazione sociale, la diagnosi di disturbo dello spettro dell’autismo richiede la presenza di un repertorio di comportamenti, interessi o attività limitato e ripetitivo.

É un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da livelli invalidanti di disattenzione, disorganizzazione e/o iperattività-impulsività. La disattenzione e la disorganizzazione comportano l’incapacità di mantenere l’attenzione su un compito, l’apparente mancanza di ascolto e la perdita di oggetti, a livelli inadeguati all’età o al livello di sviluppo. L’iperattività-impulsività comporta un livello di attività eccessivo, agitazione, incapacità di rimanere seduti, intromissione nelle attività altrui e incapacità di aspettare.

Viene diagnosticato quando sono presenti deficit specifici dell’abilità di un individuo di percepire o elaborare informazioni in maniera efficiente e accurata. La prestazione dell’individuo nelle abilità scolastiche è di gran lunga al di sotto della media per l’età.

disturbo della condotta e disturbo oppositivo-provocatorio

Disturbo da comportamento dirompente

I bambini e gli adolescenti con disturbo della condotta mostrano comportamenti antisociali, aggressivi, provocatori ripetitivi e persistenti.

 

I bambini e gli adolescenti con disturbo della condotta possono mostrare un comportamento prepotente, minaccioso o intimidatorio, innescando intenzionalmente colluttazioni o costringere l’altro a fare cose che non vuole.

 

Il disturbo si può verificare anche attraverso una condotta non aggressiva che causa perdita o danneggiamento di proprietà, frode, furto o gravi violazioni di regole.

I bambini/ragazzi con disturbo oppositivo-provocatorio presentano comportamenti ostili e provocatori nei confronti dell’autorità (genitori, insegnanti e così via).

L’equipe MindLab predilige nel trattamento dei disturbi da comportamento dirompente un intervento multimodale, di cui la psicoterapia cognitivo-comportamentale individuale è parte integrante.

 

Il trattamento deve dunque prevedere interventi psicosociali e terapeutici sul minore, psicoterapeutici sui genitori e di training per gli operatori che interagiscono con il ragazzo nei diversi contesti di vita (scuola, sport, sociale).

 

In casi gravi si può ricorrere anche all’uso di farmaci stabilizzatori del tono dell’umore, antipsicotici atipici e serotoninergici, al fine di contenere gli aspetti di aggressività e impulsività. Ma questo sarà decisione di un neuropsichiatra infantile e della famiglia.

Bisogni specifici

Disturbi Alimentari

In età evolutiva possono verificarsi alcuni episodi relativi al rifiuto/selettività del cibo; in alcuni casi non prendono la forma di un vero e proprio disturbo, ma influenzano in modo significativo la salute fisica e il funzionamento psicosociale dell’individuo.

 

Nell’infanzia i problemi alimentari possono essere spesso associati a difficoltà relazionali; non è raro notare una correlazione tra disturbi alimentari nell’infanzia e difficoltà da adolescenti o da adulti.


Le cause principali che posso portare i bambini a sviluppare un disturbo dell’alimentazione sono:

– disagio e/o disturbo psicologico;

– disagio fisico;

– difficoltà relazionali con i caregivers;

– eventi specifici avvenuti nella vita del bambino.

I disturbi alimentari specifici dell’infanzia, possono essere così classificati:

Assunzione di pochi e specifici tipi di alimenti. Spesso questi bambini sono molto resistenti a ogni tipo di nuova esperienza, non amano cambiare la routine. Questi comportamenti possono entrare a far parte di uno spettro di comportamenti associati al Disturbo dello Spettro Autistico;

Molti bambini temono determinati cibi, si preoccupano di mettere cibo in bocca e di deglutirlo per paura di soffocare, di vomitare o di essere avvelenati; 

Alcuni bambini soffrono di disturbi emotivi come tristezza, preoccupazione e ossessioni che interferiscono con l’alimentazione.

Ci sono bambini che mangiano molto sin dall’infanzia e persistono nella stessa modalità durante la preadolescenza e l’adolescenza. 

Durante l’adolescenza possono sorgere altri disturbi alimentari come:

Questo comportamento è caratterizzato dal forte desiderio di perdere peso, eccessiva preoccupazione per le forme del corpo, percezione distorta della propria immagine e bassa autostima;

Caratterizzata da frequenti abbuffate, a cui segue il senso di colpa e il disgusto verso sé stessi. Gli adolescenti con bulimia nervosa usano condotte compensatorie come il vomito, uso di lassativi o eccessivo esercizio fisico per controllare il peso.

L’obiettivo complessivo del trattamento è quello di ripristinare standard nutrizionali accettabili, modificando i fattori psicologici personali e/o familiari sottesi al disturbo alimentare.

 

Il percorso per i disturbi alimentari in età evolutiva prevede la presa in carico del paziente dal punto di vista nutrizionale, laddove necessario, e il trattamento delle manifestazioni strettamente correlate al disturbo stesso.

 

La terapia cognitivo comportamentale ad oggi è il trattamento d’elezione per i disturbi alimentari.

Gli obiettivi più significativi dell’intervento, l’equipe Mindlab prevede:

  • Fornire informazioni adeguate riguardanti il disturbo;
  • Identificare gli errori di pensiero (distorsioni cognitive) alla base del disturbo;
  • Ridurre la frequenza e l’intensità dei comportamenti alimentari scorretti
  • Suggerire modalità alternative e più funzionali di comportamento alimentare;
  • Incrementare l’autostima;
  • Promuovere il problem solving;
  • Ottimizzare le capacità di autocontrollo e automonitoraggio;
  • Affiancare un percorso di parent-training.
Andare a scuola è un problema?

Rifiuto scolare

Il rifiuto scolare è caratterizzato dalla presenza di una forte resistenza o opposizione ad andare a scuola e/o a rimanervi.

I bambini che presentano tali difficoltà mostrano grande sofferenza emotiva, tale da richiedere un intervento diretto sul bambino, sulla famiglia e sulla scuola. Il prolungato rifiuto scolare può infatti generare difficoltà scolastiche e nei rapporti con la famiglia e con i coetanei.

 

La fobia scolare si caratterizza per i seguenti comportamenti problematici e sintomi somatici:

  • elevata reazione di ansia nel momento in cui esce da casa o giunge davanti alla scuola, al punto da presentare sintomi da panico; 
  • manifestazione di un’ampia serie di sintomi somatici (vertigini, mal di testa, tremori, palpitazioni, dolori al torace, dolori addominali, nausea, vomito, diarrea);
  • elevati livello di angoscia con incubi o risvegli notturni;

La terapia cognitiva-comportamentale si è dimostrata molto efficace per affrontare la fobia scolare.

 

Nello specifico il trattamento proposto dall’equipe MindLab è individualizzato e prevede vari step e tecniche.

 

Il primo passaggio è psicoeducativo, al fine di spiegare la natura e il processo dell’ansia, per poi identificare i pensieri disfunzionali verso cui promuovere una ristrutturazione cognitiva.

Ci sono episodi di TIC?

Disturbi da TIC

I disturbi da tic e la Sindrome di Tourette (TS) vengono classificati come disturbi ad esordio infantile adolescenziale.

 

Essi compaiono tipicamente tra i 4 ed i 6 anni, e prima dei 18 anni, e sono caratterizzati dalla presenza di tic, movimenti corporei rapidi, ricorrenti, non ritmici o vocalizzi, che si manifestano in maniera non costante per intensità, frequenza e durata.

 

Il disturbo da tic può essere spesso associato ad altri disturbi, come il DOC e altri disturbi d’ansia e disturbi dell’umore, costituendo un fattore di gravità importante.

Tra le tecniche maggiormente utilizzate per il trattamento dei tic, c’è l’habit reversal training. Esso è il trattamento comportamentale più ampiamente studiato per i tic.

 

Altra tecnica utilizzata per il trattamento dei tic è l’E/RP (esposizione con prevenzione della risposta). Tale tecnica risulta efficace per il trattamento di comportamenti compulsivi. 

 

Nei programmi di gestione del comportamento da Tic rientra anche il parent training, al fine di ampliare le capacità di gestione dei comportamenti disfunzionali da parte della famiglia e promuovere una relazione genitore-bambino positiva.

Quando la vita lascia il segno

Disturbo da stress post traumatico

Anche durante l’infanzia può capitare di vivere situazioni fortemente traumatiche che possono incidere significativamente sulle diverse tappe evolutive.

 

Nonostante il bambino potrebbe non conservare tracce esplicite nella memoria di tali situazioni, l’esperienza vissuta sarà immagazzinata come traccia implicita.

 

I bambini ripetutamente esposti a questo tipo di esperienze traumatiche e stressanti possono sviluppare un disturbo da stress post-traumatico (PTSD).

 

L’obiettivo della terapia è garantire al bambino/adolescente il ritorno ad una sensazione di prevedibilità e sicurezza.

Si è osservato che i bambini e gli adolescenti traumatizzati spesso presentano:

Incapacità di modulare, tollerare e superare emozioni negative come paura, rabbia, vergogna.

Disturbi del sonno, dell’alimentazione e dell’evacuazione.

Mal di testa, disturbi gastrointestinali, dolore cronico, ecc.

Mancanza di attenzione e condotte aggressive.

Sentimenti di vergogna, incapacità, odio verso sé stessi, sfiducia, diffidenza e timore verso gli altri e tendenza all’isolamento sociale.

L'adolescenza e le sue tematiche

Problematiche e/o crisi adolescenziale

L’adolescenza è un periodo complesso che porta con sé numerose difficoltà. L’adolescente si trova infatti a confrontarsi con i coetanei, con il proprio aspetto che muta, con la famiglia e con la scuola.

 

Il periodo di transizione dalla fanciullezza all’età adulta è fondamentale in quanto la persona costruisce la propria immagine ed identità. 

 

 

In adolescenza, possono verificarsi molti cambiamenti come:

– la ricerca di novità;

– il coinvolgimento sociale con i coetanei;

– una maggiore intensità emotiva;

– l’esplorazione creativa.

 

A queste si aggiungono aspetti legati all’evoluzione del proprio aspetto fisico, alla relazione con la famiglia e all’appartenenza al gruppo, con le prime relazioni intime. 

Molto spesso può capitare che tutti questi cambiamenti portino con sé una certa quota di sofferenza, difficilmente tollerabile dal ragazzo.

Tale disagio produce diverse manifestazioni:

  • comportamenti etero e auto-aggressivi;
  • labilità emotiva;
  • calo del rendimento scolastico;
  • alterazioni dell’alimentazione;
  • maggior concentrazione sull’immagine corporea.

È naturale immaginare che tutte queste difficoltà si possono ripercuotere nei vari ambiti di vita dell’adolescente, come quello familiare, relazionale e scolastico.

Può spesso capitare che l’adolescente si senta completamente in balia di questo disagio tanto da finire per sperimentare: ansia, depressione, ritiro sociale, alienazione, abuso di sostanze, bullismo o altre condizioni disfunzionali.

 

L’equipe MindLab, oltre a gestire clinicamente i sintomi, ritiene necessario individuare le cause del disagio e attivare tutti i fattori protettivi ambientali (scuola, famiglia, gruppo dei pari) per aiutare il bambino/adolescente a superare la crisi.

Sfruttiamo la tecnologia!

Terapia Online

Abbattiamo le barriere della terapia online!
Sono almeno 15 anni che le persone sono completamente connesse tra loro, grazie ai canali social e di comunicazione (Facebook, Instagram, Whatsapp, Skype e così via). Eppure lo sfruttamento a 360° di queste risorse è stato a dir poco scarno.
Oggi però le cose sono cambiate. La pandemia che stiamo vivendo ha obbligato le persone, per diversi mesi, a restare in casa. C’è chi purtroppo il lavoro lo ha perso, chi se lo è visto sospendere e chi invece ha dovuto apportare delle modifiche strategiche per continuare a lavorare. Si è pertanto assistito ad un aumento dell’utilizzo di canali di comunicazione alternativi, quali videochiamate whatsapp, zoom, skype, pur di poter stare a contatto con l’altra persona. A tutti noi sarà infatti capitato durante il lockdown di mettersi in contatto con un familiare (nonni, figli, genitori), un amico o con il proprio partner. Abbiamo avuto la possibilità di “scoprire” un nuovo modo di “stare vicino”, di fornire supporto e aiuto a chi lo necessita, ma anche semplicemente di poter dire “ti voglio bene” guardando la persona negli occhi, pur restando a casa.

 

I vantaggi della terapia online


I dubbi per un paziente restano naturalmente tanti, ed è lecito che sia così. Pertanto proverò ad esporre quelli che sono, a mio avviso, i fattori convenienti. Innanzitutto non posso nascondere che preferirei incontrare una persona da vicino, aprirle la porta, farla accomodare. Ma questo purtroppo comporta (ad oggi) necessariamente dei disagi: ad esempio evitare il contatto fisico e l’assenza di un chiaro riconoscimento delle espressioni del viso, in quanto siamo ancora costretti a dover utilizzare una mascherina per proteggerci dal virus. Ed è proprio la possibilità di poter osservare le diverse espressioni del viso uno dei vantaggi della terapia online. Ma quali sono gli altri?

Vedersi da remoto permette di risparmiare tempo e risorse (benzina, parcheggio, casello);

È facilmente accessibile a coloro che non possono raggiungere lo studio. A tutti è capitato di ricevere il nominativo di un professionista, ma di doverlo però accantonare in quanto troppo distante dalla nostra abitazione. Immaginiamo inoltre quei lavoratori che svolgono orari che non permettono molto margine di manovra; studenti o persone che non sono automunite; pazienti che per un motivo o per un altro non escono facilmente di casa (forte depressione, Hikikomori, pazienti con intensa ansia e così via). Per tutte queste tipologie di pazienti l'online diventa la soluzione perfetta;

Gli adolescenti in particolare sono ormai abituati al mondo dell'online, e pertanto è una modalità che preferiscono;

Può capitare che per lavoro del paziente, o del terapeuta, ci si possa assentare qualche settimana dallo studio. La terapia online permette di eliminare questa problematica permettendo di tutelare il paziente e non lasciarlo solo nelle sue difficoltà; 

Purtroppo viviamo ancora nell'epoca del pregiudizio, del "cosa penseranno di me le persone" con il rischio che alla fine si decide di non intraprendere alcun percorso. Ma le difficoltà rimangono e col tempo aumentano. Con la terapia online questo fattore è eliminato.

Nonostante lo studio sia ben distante dallo sguardo della gente, purtroppo non si può dire lo stesso dell'aspetto sonoro. E questo potrebbe inibire il paziente non solo nel raccontare i propri vissuti, ma anche nella libera manifestazione delle proprie emozioni di rabbia e dolore, soprattutto quando queste sono particolarmente intense.

Gli svantaggi della terapia online

Naturalmente ogni aspetto della nostra vita ha un rovescio della medaglia. Per quanto riguarda la terapia online gli svantaggi possono essere racchiusi in due punti: la privacy e la generalizzazione dell’intervento. 

è chiaro che non tutti hanno la possibilità in casa di avere uno spazio personale e la certezza che venga rispettato. Il pensiero di poter essere costantemente ascoltati da un familiare può diventare pertanto un grosso ostacolo alla terapia;

È d'oltre modo corretto sottolineare che la terapia online non è efficace per TUTTE le difficoltà riportate da un paziente. Basti immaginare quelli che necessitano di effettuare delle esposizioni in vivo in quanto hanno timore di prendere l'ascensore, di camminare per strada da soli ecc...In questi casi è opportuno valutare insieme il percorso migliore da intraprendere, se è possibile integrare la terapia online con incontri vis a vis o se, nel caso, rimandare ad un collega nelle vicinanze.

SIAMO PRONTI AD ASCOLTARTI

Hai delle domande? Contattaci










    Copyright © 2022 MindLab. Tutti i diritti riservati. Realizzato da Emiliano Stefanelli